Mick St John

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La linea del tempo...
CAT_IMG Posted on 29/10/2009, 15:11Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 25/12/2009, 02:55


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A volte ci si illude di pote tenere il passato chiuso dentro una scatola riposta nell'armadio, così come in un cassetto in fondo al proprio cuore.
Non è così facile... Ma non è sempre negativo.
Ci sono cose della nostra vita che vorremmo completamente rimuovere, che ci fanno stare male...
Ci sono persone che ci mancano così immensamente che a volte vorremmo non pensarle per non sentire troppo forte quel vuoto che ci hanno lasciato dentro.
A volte capita persino che ci manchino i sentimenti che provavamo riferiti a quelle persone e che probabilmente non tornano mai nello stesso modo, anche se l'amore torna sempre ad affacciarsi alla nostra porta.

Mi capita spesso di sfogliare vecchi ricordi come fossero fotografie e ho l'istantanea percezione di sprazzi di una felicità assoluta e incondizionata. Avrei voluto portarmela dietro per sempre.
Ma è così che ti frega, la vita... Ti rapisce quando hai ancora l'anima addormentata e ti semina dentro un'immagine, o un odore, o un suono che poi non riesci più ad estirpare, ha radici profonde.
Ma anche quello fa parte della felicità e troppo spesso lo scopri solo dopo, quand'è troppo tardi.
Quando sei già un esule, a migliaia di chilometri da quell'immagine, da quel suono, da quell'odore.

Io penso davvero che ogni uomo viva del proprio passato, ma deve sforzarsi di non esserlo se ci sono cose di quel passato che lo hanno fatto vergognare di non avere avuto il coraggio di fermarsi e cambiare.
Come tutti, dalla vita voglio solo serenità.
Volevo... salvarmi. Semplicemente questo.
Pensavo che in grado di salvarmi ci fosse il dovere, l'onestà, la bontà, la lealtà... Invece no. Non basta.
La vita può rigirarsi su se stessa in un modo strano, inesorabile. E ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. La vita su cui pretendi il controllo, non ti dà il tempo di scappare, più ti agiti più ti ingarbugli nella rete; più ti ribelli, più ti ferisci...
Non se ne esce.
Poi arriva il momento in cui tutto si paralizza e ti senti sospeso.
Ovunque volti lo sguardo vedi solo facce vuote ed è allora che ti accorgi che non sei più in grado di sentire nulla.
Quello è l'errore più grave che si possa fare, assecondare l'apatia.
Io ho potuto combatterla solo in un modo.
Quando ho iniziato ad avere desideri profondi, con tutta la forza che avevo, mi sono fatto molto male, ma alla fine ho capito.
E' stato il desiderio a farmi bruciare l'anima di una nuova energia.
L'unico che, nonostante il tempo, non muore mai... E diventa la linfa vitale che ti permette di non mollare.

Il desiderio di esserci, per chiunque ne abbia bisogno o anche solo per te stesso.
Il desiderio di provare emozioni quotidiane, scontate, ma a volte esclusive.
Perchè anche uscendo di casa può capitare che alzando lo sguardo al cielo ci si senta improvvisamente felici.
Felici soltanto di essere lì, in quel modo, con quello stato d'animo, in quel battito di ciglia.
Il tempo trascina con le sue raffiche di vento tante cose, logora anche le pietre, ma non esisterebbe neanche lui se non avesse nulla da consumare.
Senza l'esistenza di ognuno di noi non avrebbe l'importanza che ha e i suoi effetti non si vedrebbero.
Il nostro lento e faticoso proseguire lascia delle orme profonde che quel vento inesorabile a volte cancella, ma questo fa sì che altri dopo di noi, percorrendo quella strada, si trovino a tracciarne di nuove e più profonde, proprio grazie alle nostre.
Non dovremmo mai dimenticare che siamo le preziose tacche sulla linea del nostro tempo...



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"Ciò che vogliamo non sempre conta...
ma ancora una volta capita che è Tutto ciò che conta."

[ Mick St John]


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MOONLIGHT...
Guardate la prima stagione e capirete perchè ci piace tanto e abbiamo lottato con le unghie e con i denti per salvarlo...Ora possiamo solo "abbracciarlo" e dargli una nuova vita.
La nostra.
Nel Primo GdR Italiano.


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CAT_IMG Posted on 30/11/2009, 23:43Quote
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Los Angeles 30 novembre 2009


Carissimi Mamma e Papà,
è passato molto tempo dall'ultima volta che vi ho scritto, lo so... non avrei dovuto aspettare.
Mi mancate così tanto che se potessi, vi tirerei fuori dai miei ricordi per potervi abbracciare forte.
La vostra presenza però non è mai svanita... la sento sempre con me.
A volte sento addirittura la tua risata argentina, mamma, e il mugugnare sommesso di papà che ho ereditato e per cui tutti mi prendono in giro.
Devo chiedervi scusa per tante altre cose ma adesso non voglio elencarle tutte, voglio soffermarmi solo su una.
Mi ci è voluto parecchio tempo, ma alla fine ho capito dove volevate portarmi...
Ogni buon genitore vuole per il proprio figlio tutto quello che non ha potuto avere per sè, vorrebbe vedere crescere il proprio bambino nel modo più giusto perchè sia da esempio di virtù, vuole che gli altri guardandolo riconoscano il suo valore, distinguano il suo essere speciale.
E io da piccolo ti ho amato immensamente papà, come penso facciano tutti i bambini. Non mi sono mancate le carezze e gli abbracci anche se eri molte volte via per lavoro. Facevo ogni cosa nella speranza che una volta tornato a casa fossi impaziente che ti rendessi partecipe delle mie straordinarie scoperte da decenne!
Volevo che fossi orgoglioso di me e sognavo di diventare bello, alto e forte come te. Volevo dare alla mamma l'occasione di vantarsi con le amiche del suo piccolo che raggiungeva i suoi primi traguardi e cercavo sempre di accontentarvi.
Bastava una vostra proposta e io abbracciavo ogni impegno con sommo entusiasmo nella speranza di primeggiare, di farmi notare come il vostro talentuoso ometto.

Ho capito che ogni figlio amato è Dio agli occhi dei suoi genitori ed è questa la cosa davvero straordinaria.
Alcuni sono veri piccoli prodigi, ma i più sono solo bambini venerati da genitori che li adorano nel senso letterale del termine.
Io vi ho accontentati finchè ho potuto... ma avevo in mente per me un futuro molto diverso.
Studiavo per diventare medico come voleva il nonno, quando scoppiò la seconda guerra mondiale e io decisi di arruolarmi.
Volevo partire volontario per combattere in Europa e quando ve l'ho detto, avete smesso di respirare per qualche secondo e l
a paura di perdermi vi ha stretto la gola in una morsa micidiale.
Quella è stata la prima volta che vi ho visto entrambi piangere e non lo scorderò mai.

Sapevo di farvi male, ma non ho saputo evitarvi questo momento terribile ma inevitabile, in cui avete preso coscienza del fatto che il vostro piccolo uomo era diventato un adulto e... soprattutto tu, papà, mi hai fatto sentire in colpa. Non dimenticherò mai i tuoi occhi rossi e gonfi di lacrime, il tuo dolore silenzioso, ma toccante.
Nonostante il tuo timore, non hai tentato mai di farmi cambiare idea, cosa che in compenso ha tentato mamma anche per te, ai limiti del dramma... ma non potevo biasimarla. Quando mi ha abbracciato prima di partire, credevo che non mi avrebbe mai lasciato andare.
Non volevate, eppure nessuno dei due ha seriamente ostacolato la mia decisione. Credevate in me, nei miei ideali, nei miei valori e pur senza condividerli, li capivate.
Avrei voluto trovare il coraggio di dirvi quanto fosse importante il vostro sostegno, invece per stupido orgoglio o per superficialità, ho rimandato.
Quando sono tornato, mi avete festeggiato per settimane, coinvolgendo tutto il vicinato!
E' stato magnifico e poi però... qualcosa dentro di me è cambiato.
Gli anni '50 hanno portato grandi novità, allegria e tanta voglia di spensieratezza.  Il dopoguerra ci ha spinto a ricominciare da zero, come se qualcosa avesse fatto tabula rasa.
Ho smesso di andare all'università, ho venduto i libri e mi sono comprato una chitarra.
Quanto vi siete arrabbiati, tutti e due... Allora ho cominciato a notare che lo sguardo di papà era cambiato. Non mi guardava più con quel bagliore luminescente negli occhi. Vi stavo perdendo ed ero così cieco da non rendermene conto.
Un giorno ho infranto le vostre ultime speranze con quella frase ad effetto, condita di una discreta dose di prepotenza.
"Voglio fare il musicista!" E  ho ribadito il pieno controllo della mia vita.
Non è stato facile accettarlo, ma avete superato anche quel momento. Eravate preoccupati, ma fiduciosi nelle mie potenzialità.
Poi vi ho fatto una telefonata, la più impegnativa della mia vita.
"Mi sono fidanzato..." Ho annunciato con la voce tremante. "Sento che è quella giusta!"
Dovevate raggiungerci per il week end col volo delle 17:00 da New York, perchè papà aveva deciso di passare l'estate a Catskill. E invece quella è stata l'ultima volta che ci siamo sentiti.
Il destino ci ha separato bruscamente.
A volte mi domando come sarebbe stato se avessi potuto parlarvi un'ultima volta, raccontarvi di me, di lei...
Forse vedervi soffrire mi avrebbe fatto ancora più male, anche se so che potete sentirmi e capirmi ancora.
Mi piace pensare che possiate vedere cosa è diventato il vostro Mick.
Il tempo delle lacrime si sussegue come sempre a quello dei sorrisi, perchè... è la vita.
E i sogni, quelli sono sempre duri a morire. Forse perchè siamo fatti della stessa sostanza, come diceva
Shakespeare.
Vorrei sapere cosa ne pensate adesso,... di me, della mia Beth.
Vorrei potervi sentire, mentre ripetete con convinzione e costanza "Noi saremo sempre dalla tua parte."
A volte mi sembra di sentirlo lo stesso.
E mi sorprendo a parlarvi a voce alta per ricordare a me stesso che tutto passa, ma certi legami non muoiono mai.
Mi rincuora la consapevolezza che una parte di voi sarà sempre dentro di me, nei miei cromosomi, ma soprattutto nel mio cuore e nella mia anima.
E questa lettera non è per voi, ma per Elliot, il vostro nipotino mai nato e che sono sicuro avreste desiderato e amato immensamente.
Il più grande miracolo sarebbe vederlo un giorno leggere queste righe e capire quanto affetto ci siamo dati, superando ogni barriera issatasi tra noi.
Grazie per avermi insegnato a dare agli altri ciò che è in mio potere per aiutarli. Cerco di farlo al meglio, ogni giorno.
Siate felici per me, perchè io lo sono. Lo sono come non lo ero da tantissimo tempo.
Siate orgogliosi di me, perchè combatto e non mi sono mai arreso anche quando ho raschiato il fondo.
Siate sereni perchè, anche se talvolta non ci sembra, vinciamo sempre noi contro tutto...

Con eterno amore
Il vostro
Michael Jr St. John



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"Ciò che vogliamo non sempre conta...
ma ancora una volta capita che è Tutto ciò che conta."

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