Los Angeles 30 novembre 2009
Carissimi Mamma e Papà,
è passato molto tempo dall'ultima volta che vi ho scritto, lo so... non avrei dovuto aspettare.
Mi mancate così tanto che se potessi, vi tirerei fuori dai miei ricordi per potervi abbracciare forte.
La vostra presenza però non è mai svanita... la sento sempre con me.
A volte sento addirittura la tua risata argentina, mamma, e il mugugnare sommesso di papà che ho ereditato e per cui tutti mi prendono in giro.
Devo chiedervi scusa per tante altre cose ma adesso non voglio elencarle tutte, voglio soffermarmi solo su una.
Mi ci è voluto parecchio tempo, ma alla fine ho capito dove volevate portarmi...
Ogni buon genitore vuole per il proprio figlio tutto quello che non ha potuto avere per sè, vorrebbe vedere crescere il proprio bambino nel modo più giusto perchè sia da esempio di virtù, vuole che gli altri guardandolo riconoscano il suo valore, distinguano il suo essere speciale.
E io da piccolo ti ho amato immensamente papà, come penso facciano tutti i bambini. Non mi sono mancate le carezze e gli abbracci anche se eri molte volte via per lavoro. Facevo ogni cosa nella speranza che una volta tornato a casa fossi impaziente che ti rendessi partecipe delle mie straordinarie scoperte da decenne!
Volevo che fossi orgoglioso di me e sognavo di diventare bello, alto e forte come te. Volevo dare alla mamma l'occasione di vantarsi con le amiche del suo piccolo che raggiungeva i suoi primi traguardi e cercavo sempre di accontentarvi.
Bastava una vostra proposta e io abbracciavo ogni impegno con sommo entusiasmo nella speranza di primeggiare, di farmi notare come il vostro talentuoso ometto.
Ho capito che ogni figlio amato è Dio agli occhi dei suoi genitori ed è questa la cosa davvero straordinaria.
Alcuni sono veri piccoli prodigi, ma i più sono solo bambini venerati da genitori che li adorano nel senso letterale del termine.
Io vi ho accontentati finchè ho potuto... ma avevo in mente per me un futuro molto diverso.
Studiavo per diventare medico come voleva il nonno, quando scoppiò la seconda guerra mondiale e io decisi di arruolarmi.
Volevo partire volontario per combattere in Europa e quando ve l'ho detto, avete smesso di respirare per qualche secondo e la paura di perdermi vi ha stretto la gola in una morsa micidiale.
Quella è stata la prima volta che vi ho visto entrambi piangere e non lo scorderò mai.
Sapevo di farvi male, ma non ho saputo evitarvi questo momento terribile ma inevitabile, in cui avete preso coscienza del fatto che il vostro piccolo uomo era diventato un adulto e... soprattutto tu, papà, mi hai fatto sentire in colpa. Non dimenticherò mai i tuoi occhi rossi e gonfi di lacrime, il tuo dolore silenzioso, ma toccante.
Nonostante il tuo timore, non hai tentato mai di farmi cambiare idea, cosa che in compenso ha tentato mamma anche per te, ai limiti del dramma... ma non potevo biasimarla. Quando mi ha abbracciato prima di partire, credevo che non mi avrebbe mai lasciato andare.
Non volevate, eppure nessuno dei due ha seriamente ostacolato la mia decisione. Credevate in me, nei miei ideali, nei miei valori e pur senza condividerli, li capivate.
Avrei voluto trovare il coraggio di dirvi quanto fosse importante il vostro sostegno, invece per stupido orgoglio o per superficialità, ho rimandato.
Quando sono tornato, mi avete festeggiato per settimane, coinvolgendo tutto il vicinato!
E' stato magnifico e poi però... qualcosa dentro di me è cambiato.
Gli anni '50 hanno portato grandi novità, allegria e tanta voglia di spensieratezza. Il dopoguerra ci ha spinto a ricominciare da zero, come se qualcosa avesse fatto tabula rasa.
Ho smesso di andare all'università, ho venduto i libri e mi sono comprato una chitarra.
Quanto vi siete arrabbiati, tutti e due... Allora ho cominciato a notare che lo sguardo di papà era cambiato. Non mi guardava più con quel bagliore luminescente negli occhi. Vi stavo perdendo ed ero così cieco da non rendermene conto.
Un giorno ho infranto le vostre ultime speranze con quella frase ad effetto, condita di una discreta dose di prepotenza.
"Voglio fare il musicista!" E ho ribadito il pieno controllo della mia vita.
Non è stato facile accettarlo, ma avete superato anche quel momento. Eravate preoccupati, ma fiduciosi nelle mie potenzialità.
Poi vi ho fatto una telefonata, la più impegnativa della mia vita.
"Mi sono fidanzato..." Ho annunciato con la voce tremante. "Sento che è quella giusta!"
Dovevate raggiungerci per il week end col volo delle 17:00 da New York, perchè papà aveva deciso di passare l'estate a Catskill. E invece quella è stata l'ultima volta che ci siamo sentiti.
Il destino ci ha separato bruscamente.
A volte mi domando come sarebbe stato se avessi potuto parlarvi un'ultima volta, raccontarvi di me, di lei...
Forse vedervi soffrire mi avrebbe fatto ancora più male, anche se so che potete sentirmi e capirmi ancora.
Mi piace pensare che possiate vedere cosa è diventato il vostro Mick.
Il tempo delle lacrime si sussegue come sempre a quello dei sorrisi, perchè... è la vita.
E i sogni, quelli sono sempre duri a morire. Forse perchè siamo fatti della stessa sostanza, come diceva Shakespeare.
Vorrei sapere cosa ne pensate adesso,... di me, della mia Beth.
Vorrei potervi sentire, mentre ripetete con convinzione e costanza "Noi saremo sempre dalla tua parte."
A volte mi sembra di sentirlo lo stesso.
E mi sorprendo a parlarvi a voce alta per ricordare a me stesso che tutto passa, ma certi legami non muoiono mai.
Mi rincuora la consapevolezza che una parte di voi sarà sempre dentro di me, nei miei cromosomi, ma soprattutto nel mio cuore e nella mia anima.
E questa lettera non è per voi, ma per Elliot, il vostro nipotino mai nato e che sono sicuro avreste desiderato e amato immensamente.
Il più grande miracolo sarebbe vederlo un giorno leggere queste righe e capire quanto affetto ci siamo dati, superando ogni barriera issatasi tra noi.
Grazie per avermi insegnato a dare agli altri ciò che è in mio potere per aiutarli. Cerco di farlo al meglio, ogni giorno.
Siate felici per me, perchè io lo sono. Lo sono come non lo ero da tantissimo tempo.
Siate orgogliosi di me, perchè combatto e non mi sono mai arreso anche quando ho raschiato il fondo.
Siate sereni perchè, anche se talvolta non ci sembra, vinciamo sempre noi contro tutto...
Con eterno amore
Il vostro
Michael Jr St. John